A.C.D. OLIMPICA  DOSSOBUONO
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LA
  STORIA… 50 ANNI DI CALCIO

        A  DOSSOBUONO

 
             
PERIODO    1960 -1966
 

            1960 NASCE L'OLIMPICA DOSSOBUONO
Verso la fine degli anni ’50 il calcio è ormai una realtà consolidata a Dossobuono ma ancora manca un campo di gioco che possa dirsi tale e soprattutto non esiste una struttura societaria in grado di garantire una certa continuità all’attività sportiva.

Dopo alterne vicende il paese riesce ad ottenere un campo di calcio in un’area di proprietà di giovani Dussin, posta dietro la trattoria “alla pista”. Oggi quest’area è stata cancellata dalla superstrada che corre vicino all’aeroporto, ma è stato proprio sul campo “Da Dussin” (in seguito battezzato “Pitigrilli” per il fatto che assomigliava più ad un prato che a un campo di calcio e per le pacifiche invasioni di volatili domestici durante le partite) che si sono scritte le pagine  più avvincenti del calcio dossobuonese. A partire dal campionato 1959-60 e fino al 1979 su questo piccolo campo, dove era più facile difendersi che attaccare, l’Olimpica Dossobuono avvicina al calcio centinaia di giovani e per molti anni la partita domenicale è un appuntamento fisso per il paese, un divertimento irrinunciabile, motivo di discussioni e di litigi con le tifoserie dei paesi vicini: Alpo, Vigasio, Caselle, Beccacivetta, Sommacampagna etc.

A questo punto è necessario soffermarsi sulle circostanze che hanno indotto Giovanni Dussin a trasformare il suo frutteto in terreno di gioco, così racconta il protagonista: “Su quel terreno avevo un vigneto e alcune piante di pesco; arrivato il periodo della maturazione dei frutti, imiei figli non volevano aiutarmi nel raccolto. Così di punto in bianco decisi di sradicare le piante e di affittare il terreno alla società sportiva”.

La prima riunione dell’Olimpica Dossobuono, quella circostanza costituisce la società, si tiene nel 1960 in una sala del vecchio asilo: (oggi ristorante Cavour) vi partecipano un centinaio di persone e vi si elegge un gruppo di dirigenti con responsabilità e compiti precisi.

Presidente è Gaetano Piazzi, segretario Remo Ceriani, responsabile sportivo Italo Donadelli.
Tra coloro che sono presenti e che poi seguiranno da vicino le vicende dell’Olimpica vanno citati Paolino Ciccarelli, Rino Ballarini, Giuseppe Tonoli, Luigi Venturini, Artemio Zordan, Primo Marche Vincenzo Sansavini.

La società si costituisce come gruppo sportivo che comprende calcio e ciclismo, e anche quest’ultima disciplina vede affermarsi buoni corridori, - Andreoli, Valbusa, Micheletti, Vicentini - ) che hanno una maglia grigia con strisce giallo rosse orizzontali) e ha un buon numero di sostenitori.
Il nome Olimpica viene coniato, dopo lunghe discussioni, nel forno di paolino Ciccarelli, dove spesso s’incotrano un gruppo di amici accomunati dagli stessi interessi e dalla stessa passione sportiva. In un primo momento Italo Donadelli, seguendo un costume allora in voga tra le squadre belghe e tedesche, vuole unire un nome ed un numero e chiamare la società “Roma 60”. Alla fine prevale il nome “Olimpica” sotto gli auspici dei giochi olimpici di Roma che catalizzano l’interesse di tutti gli sportivi italiani.

  


 

 


UNA DELLE PRIME FORMAZIONI DELL'OLIMPICA.
 
A questo punto abbiamo un campo di calcio, abbiamo una società, abbiamo un buon numero di giocatori e un crescente interesse per il calcio. Si tratta di fare in modo che le cose funzionino.

Parte l’attività dell’Olimpica Dossobuono, un’attività affidata al volontariato e che incontra non poche difficoltà soprattutto sotto il profilo economico. Comperare i palloni e le maglie, iscrivere puntualmente la squadra, offrire una cena ai giocatori, oggi è normale amministrazione ma allora non era così.
Il denaro necessario lo si otteneva dagli sponsor (Filmo) dall’autotassazione dei dirigenti e dalle offerte dei sostenitori.
Inizialmente non c’è un settore giovanile vero e proprio e lo sforzo principale s’incentra sul campionato di terza categoria  che si gioca a 9 squadre. Non è retorico ricordare le trasferte in bicicletta sui campi di Vigasio, Valeggio (uno tra i pochi con spogliatoio e docce) Sommacampagna. Ci saranno state sì e no 5 automobili in tutto il paese, talvolta capitava di stipare 6-7 giocatori su una macchina e gli altri seguivano in bicicletta o si facevano trainare da chi possedeva un motorino. Quando si giocava in casa, durante la bella stagione ognuno si cambiava dove poteva e d’inverno, Dussin ci prestava una stanza e così in qualche modo ci si arrangiava. Solamente nel 1967 vennero costruiti i primi spogliatoi con relative docce, senza queste strutture infatti non era possibile disputare il campionato di seconda categoria. 

Col passare degli anni si presta maggiore attenzione anche al settore giovanile e oltre alla terza categoria si allestisce una squadra di giovanissimi ed una di juniores (età tra i 16 e i 18 anni).

LA PRIMA SQUADRA JUNIORES                         LA PRIMA SQUADRA GIOVANISSIMI

                    
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