Olimpica Dossobuono A.C.D.

Olimpica Dossobuono A.C.D.
matricola F.I.G.C. 18260

Via della Maddalena, 20
37062 Dossobuono di Villafranca (VR)

Telefono: +39 045513423
Email: info@olimpicadossobuono.it


Organigramma societario:

Presidente: Campostrini Rinaldo
Vice-Presidente: Carlesso Tiziano 
Direttore sportivo: Valle Simone
Responsabile prima squadra: Fantoni Carlo
Responsabile settore giovanile: Quartaroli Renzo
Segretario: Vallicella Nicola
Cassiere: Molani Luca
Responsabile impianto sportivo: Feder Lucio
Magazziniere: Feder Lucio
Dirigente: Garonzi Paolo
Dirigente: Gastardelli Cesare
Dirigente: Fusina Alberto
Medico sociale: Dott. Donadelli Giovanni
Massaggiatore:
Accompagnatore ufficiale: Vento Matteo


Le 14 regole di Johan Cruijff:

  1. Gioco di squadra - Per fare le cose, dovete farle insieme
  2. Responsabilità - Prendetevi cura delle cose come se fossero le vostre
  3. Rispetto - Rispettatevi gli uni con gli altri
  4. Integrazione - Coinvolgete gli altri nelle Vostre attività
  5. Iniziativa - Abbiate il coraggio di provare qualcosa di nuovo
  6. Allenamento - Aiutatevi sempre l'uno con l'altro all'interno di una Squadra
  7. Personalità - Siate voi stessi
  8. Impegno sociale - Cruciale nello sport e ancora di più nella vita in generale
  9. Tecnica - È la base
  10. Tattica - Sappiate cosa fare
  11. Sviluppo - Lo sport sviluppa corpo e anima
  12. Imparare - Cercate di imparare qualcosa di nuovo ogni giorno
  13. Giocare insieme - È una parte essenziale del gioco
  14. Creatività - È la bellezza dello sport

La storia

PERIODO 1945-1960
Anche se la società calcistica vera e propria viene fondata nel 1960, non significa per questo che il calcio, prima di quella data, non fosse praticato.
Fin dai primi anni del dopo guerra ci sono alcuni spazi all’interno del paese dove i giovani giocano interminabili partite. Il calcio è un momento di divertimento e di svago insieme al tamburello e alle bocce, giochi quest’ultimi profondamente radicati nella cultura e nella tradizione del paese ma che pian piano lasceranno il posto al “fubal” (libera pronuncia dialettale dall’inglese football).
Le testimonianze raccolte dicono di un campo di calcio dal fondo sassoso situato nel cortile delle scuole elementari. Un secondo campo, circondato da una folta e spinosa siepe, lo troviamo nell’attuale cortile dell’asilo: a quei tempi, ovviamente, non esisteva né l’edificio del Centro Giovanile, né l’asilo stesso.

Un luogo un po’ fuori mano, sempre adibito a terreno di gioco, è quello chiamato “cavette” (proseguendo per via Maddalena, dopo il nuovo impianto sportivo, si attraversa la ferrovia e ci si trova davanti una cava piuttosto grande e un’altra più piccola quasi completamente riempita di terra e rifiuti).
Tra il bar “da Remigio” (oggi chiuso) e la casa del marmista Venturini c’è poi un altro campo che vede numerosi incontri strapaesani: Piazza(denominata Vaticano) contro Stazione (denominata Piccola Russia)


PERIODO 1960 -1966

1960: NASCE L'OLIMPICA DOSSOBUONO
Verso la fine degli anni ’50 il calcio è ormai una realtà consolidata a Dossobuono ma ancora manca un campo di gioco che possa dirsi tale e soprattutto non esiste una struttura societaria in grado di garantire una certa continuità all’attività sportiva.
Dopo alterne vicende il paese riesce ad ottenere un campo di calcio in un’area di proprietà di giovani Dussin, posta dietro la trattoria “alla pista”. Oggi quest’area è stata cancellata dalla superstrada che corre vicino all’aeroporto, ma è stato proprio sul campo “Da Dussin” (in seguito battezzato “Pitigrilli” per il fatto che assomigliava più ad un prato che a un campo di calcio e per le pacifiche invasioni di volatili domestici durante le partite) che si sono scritte le pagine più avvincenti del calcio dossobuonese. A partire dal campionato 1959-60 e fino al 1979 su questo piccolo campo, dove era più facile difendersi che attaccare, l’Olimpica Dossobuono avvicina al calcio centinaia di giovani e per molti anni la partita domenicale è un appuntamento fisso per il paese, un divertimento irrinunciabile, motivo di discussioni e di litigi con le tifoserie dei paesi vicini: Alpo, Vigasio, Caselle, Beccacivetta, Sommacampagna etc.
A questo punto è necessario soffermarsi sulle circostanze che hanno indotto Giovanni Dussin a trasformare il suo frutteto in terreno di gioco, così racconta il protagonista: “Su quel terreno avevo un vigneto e alcune piante di pesco; arrivato il periodo della maturazione dei frutti, imiei figli non volevano aiutarmi nel raccolto. Così di punto in bianco decisi di sradicare le piante e di affittare il terreno alla società sportiva”.
La prima riunione dell’Olimpica Dossobuono, quella circostanza costituisce la società, si tiene nel 1960 in una sala del vecchio asilo: (oggi ristorante Cavour) vi partecipano un centinaio di persone e vi si elegge un gruppo di dirigenti con responsabilità e compiti precisi.
Presidente è Gaetano Piazzi, segretario Remo Ceriani, responsabile sportivo Italo Donadelli.
Tra coloro che sono presenti e che poi seguiranno da vicino le vicende dell’Olimpica vanno citati Paolino Ciccarelli, Rino Ballarini, Giuseppe Tonoli, Luigi Venturini, Artemio Zordan, Primo Marche Vincenzo Sansavini.
La società si costituisce come gruppo sportivo che comprende calcio e ciclismo, e anche quest’ultima disciplina vede affermarsi buoni corridori, - Andreoli, Valbusa, Micheletti, Vicentini - ) che hanno una maglia grigia con strisce giallo rosse orizzontali) e ha un buon numero di sostenitori.
Il nome Olimpica viene coniato, dopo lunghe discussioni, nel forno di paolino Ciccarelli, dove spesso s’incotrano un gruppo di amici accomunati dagli stessi interessi e dalla stessa passione sportiva. In un primo momento Italo Donadelli, seguendo un costume allora in voga tra le squadre belghe e tedesche, vuole unire un nome ed un numero e chiamare la società “Roma 60”. Alla fine prevale il nome “Olimpica” sotto gli auspici dei giochi olimpici di Roma che catalizzano l’interesse di tutti gli sportivi italiani.
A questo punto abbiamo un campo di calcio, abbiamo una società, abbiamo un buon numero di giocatori e un crescente interesse per il calcio. Si tratta di fare in modo che le cose funzionino.
Parte l’attività dell’Olimpica Dossobuono, un’attività affidata al volontariato e che incontra non poche difficoltà soprattutto sotto il profilo economico. Comperare i palloni e le maglie, iscrivere puntualmente la squadra, offrire una cena ai giocatori, oggi è normale amministrazione ma allora non era così.
Il denaro necessario lo si otteneva dagli sponsor (Filmo) dall’autotassazione dei dirigenti e dalle offerte dei sostenitori. Inizialmente non c’è un settore giovanile vero e proprio e lo sforzo principale s’incentra sul campionato di terza categoria che si gioca a 9 squadre. Non è retorico ricordare le trasferte in bicicletta sui campi di Vigasio, Valeggio (uno tra i pochi con spogliatoio e docce) Sommacampagna. Ci saranno state sì e no 5 automobili in tutto il paese, talvolta capitava di stipare 6-7 giocatori su una macchina e gli altri seguivano in bicicletta o si facevano trainare da chi possedeva un motorino. Quando si giocava in casa, durante la bella stagione ognuno si cambiava dove poteva e d’inverno, Dussin ci prestava una stanza e così in qualche modo ci si arrangiava. Solamente nel 1967 vennero costruiti i primi spogliatoi con relative docce, senza queste strutture infatti non era possibile disputare il campionato di seconda categoria.
Col passare degli anni si presta maggiore attenzione anche al settore giovanile e oltre alla terza categoria si allestisce una squadra di giovanissimi ed una di juniores (età tra i 16 e i 18 anni).


PERIODO 1966-1970

1966-67: SI VINCE IL CAMPIONATO
Sette anni dopo la sua costituzione l' Olimpica Dossobuono ottiene il risultato di maggior prestigio. Vince il Campionato di Terza categoria al termine di un’annata di successi dovuta a due fattori principali: una squadra giovane e veloce, ed un allenatore, Rino Pezzo, con molta esperienza e capace di dare ai giocatori la carica vincente.
Racconta Rino Pezzo: “si cominciò quel campionato 1966-67 senza troppe ambizioni e pian piano ci siamo trovati in testa alla classifica rimanendoci fino alla fine. Io avevo precedentemente allenato squadre di categorie superiori e, vista la squadra all’inizio, non avrei mai pensato di poter passare categoria”. Pezzo, che aveva giocato anche a livello professionistico e l’anno precedente allenava il Cerea, accetta di allenare il Dossobuono dopo contatti avuti con Romeo Poldi e Giuseppe Tonoli. Stessa squadra e steso allenatore sono confermati l’anno dopo in seconda categoria, ma la buona volontà non basta e dopo un buon girone d’andata la squadra subisce numerose sconfitte, nascono dissapori tra dirigenti, allenatore e giocatori. A Bardolino nell’ultima giornata di campionato l’Olimpica si presenta sul campo solamente con 9 giocatori e non riesce ad ottenere il punto che le garantirebbe la permanenza in seconda categoria.

1970: C’È L’OPPORTUNITÀ DI VINCERE UN ALTRO CAMPIONATO, MA SONO LE SQUADRI GIOVANILI A OTTENERE MIGLIORI RISULTATI

Con la parentesi in seconda categoria può dirsi concluso un ciclo della storia dell’Olimpica. Negli anni seguenti la società vive momenti difficili, c’è addirittura un periodo in cui pare che nessuno voglia portare avanti l’esperienza, ma alla fine c’è sempre qualcuno che si prende questa responsabilità.
Improvvisando o magari vivendo alla giornata, tutti gli anni la squadra viene iscritta, gioca il campionato e continua a funzionare anche il settore giovanile. E’ quest’ultima una vera ricchezza per la società che, a lungo andare, da ottimi risultati. La squadra dei giovanissimi del 1972 infatti porterà alla prima squadra alcuni validi elementi che saranno protagonisti di un’altra memorabile annata: 1975-76.

Sotto la guida di Dino Morandini in panchina e di Italo Cosaro in campo quella formazione pare in grado fino all’ultimo di vincere il campionato. Purtroppo un discutibile rigore concesso dall’arbitro agli avversari nello spareggio con il becca civetta, trasforma il possibile trionfo in una cocente delusione.

L’anno successivo Giuseppe Tonoli, per molti anni Presidente, lascia la società e si affaccia una nuova generazione di dirigenti e di giocatori.


PERIODO 1979-1985

1979 – 1985 NUOVI IMPIANTI SPORTIVI
Alle soglie degli anni ’80 Dossobuono è un paese che conta 5.000 abitanti, è interessato da un ben visibile sviluppo edilizio, non poche famiglie, provenienti anche dalla città, vi stabiliscono la residenza.

E’ chiaro a tutti che il vecchio campo di calcio non può più soddisfare le esigenze dell’accresciuta popolazione giovanile e da varie parti si fanno pressioni sull’amministrazione comunale di Villafranca di Verona perché risolva il problema, allestendo nuove strutture sportive.

Il vecchio campo “da Dussin” è seriamente minacciato dai lavori di costruzione della tangenziale che dovrà collegare l’aeroporto civile con le autostrade.

Si arriva comunque ad iniziare il campionato 1979-80 con una squadra giovane e abbastanza competitiva, voluta dal nuovo gruppo dirigente della società: Vito Simone (Presidente), Loris Marchiori, Roberto Battistoni, Giuseppe Zoccatelli, Luigi Ciresa e altri ancora.

E’ soprattutto questa dirigenza che si adopera perché iniziano i lavori per i nuovi impianti sportivi. Intanto però, nel novembre del 1979, le ruspe cancellano il vecchio campo e l’Olimpica deve giocare il resto del Campionato sul terreno dei cugini dell’Alpo. Un vero peccato per il fatto che la nuova squadra ne risente e non riesce a disputare un campionato all’altezza delle aspettative.

A partire dal campionato 1980-81 sono pronti i nuovi impianti e con il nuovo campo, ampio e soffice, con gli spogliatoi spaziosi e accoglienti arrivano i primi importanti risultati.


Dal 2005 ai giorni nostri - la Presidenza Campostrini
Esaurito il ciclo di otto anni presieduto da Feder, la squadra si trova ancora in terza categoria dopo la retrocessione del 2004. Un riassestamento societario porta all’entrata di nuovi soci; il nuovo Presidente è Rinaldo Campostrini, assistito dal Vicepresidente Tiziano Carlesso.
Si cerca il miglioramento sportivo ad ogni livello qualificando il Settore Giovanile, molto promettente; per poi arrivare alla Prima Squadra.
Nel 2007 si cambia denominazione. In una riunione straordinaria, le nuove direttive della FIGC atte a distinguere le società professionistiche da quelle dilettantistiche impongono un cambio di denominazione. Il direttivo all’unanimità decide così un ritorno alle origini; il nuovo nome è A.C.D. OLIMPICA DOSSOBUONO.
Si crea la Dorial (Dossobuono – Rizza – Alpo Club 98) unendo le forze per un bacino più ampio. Alla nuova società, che si occupa della sola attività di base in stretto connubio con il Chievo Verona, il ruolo di formare i calciatori di domani. Il Settore Giovanile alza il livello: la Juniores vince il Campionato Provinciale nel 2010, sotto la guida di mister Christian Soave, e accede ai campionati Regionali (ai quali partecipa tuttora), mentre si ricerca con tutte le forze l’acquisizione anche della categoria Allievi Regionali.
La Prima Squadra viene ripescata in Seconda Categoria nel 2007, e vi rimane migliorando di anno in anno grazie alle guide sapienti di: Adriano Manservigi, Alfro Bonetti, Filippo Campisi, Lucio Marconi e Giuseppe Bozzini. L’obiettivo è puntato diritto verso la vittoria del campionato e quindi sull’acquisizione della Prima Categoria; sarebbe il piacevole ripetersi di una storia che continua...